La modellazione delle ricadute delle emissioni

L’impiego di modelli di calcolo delle ricadute delle emissioni in atmosfera permette di calcolare la deposizione secca e umida, gli effetti di scia dovuti agli edifici, la dispersione da sorgenti puntiformi, areali o volumetriche, l’innalzamento graduale del pennacchio in funzione della distanza dalle sorgenti, l’influenza dell’orografia del suolo.

La modellazione delle ricadute delle emissioni è uno strumento indispensabile non solo per gli studi propedeutici ai procedimenti autorizzativi, ma anche per le attività di monitoraggio della qualità dell’aria e la valutazione delle performance delle attività produttive.

Nel campo delle simulazioni delle dispersioni delle emissioni, SARTEC utilizza i software:

  • BREEZE AERMOD GIS PRO 5.1.7. il quale è stato sottoposto ad un attento studio da parte dell’OAQPS (Office of Air Quality Planning and Standards) dell’EPA per essere inserito nella “Guideline on Air Quality Model”, ed è entrato a far parte della modellistica riconosciuta ufficialmente per scopi normativi.
  • BREEZE CALMET CALPUFF, il modello CALPUFF è stato indicato dalla US-EPA come modello preferito per il trasporto su lunghe distanze e suggerito anche per la simulazione del trasporto degli inquinanti su distanze relativamente brevi. CALMET è il modello meteorologico per CALPUFF che genera un campo 3D di vento e temperature e 2D per i parametri relativi alla turbolenza. CALPUFF è un modello Lagrangiano Gaussiano a Puff non stazionario che ha la capacità di trattare situazioni meterologiche variabili e complesse e condizioni di orografia complessa e caratterizzata da una significativa rugosità nelle quali gli effetti della fisionomia del terreno influenzano la dispersione degli inquinanti.

In particolare la modellistica delle ricadute di emissioni in atmosfera può essere inserita nell’ambito delle attività di monitoraggio di un sito industriale per supportare:

  • l’analisi di casi specifici di funzionamento dello stabilimento:
    • riavviamento impianto post manutenzione
    • programmata/straordinaria
    • individuazione anomalie di strumentazione
    • individuazione anomalie di processo (emissioni al di fuori del quadro emissivo previsto)
    • il controllo del corretto funzionamento della strumentazione di monitoraggio (controllo remoto)
    • Confronto rosa dei venti di più stazioni meteorologiche
    • Confronto valori di ricaduta al suolo di più centraline di monitoraggio
    • Correlazione corretta dati simulati e misurati
      il confronto con le autorità competenti con riferimento ai dati di monitoraggio della qualità dell’aria e delle emissioni.