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Monitoraggio degli odori
L’odore è definito come “qualunque emanazione percepibile attraverso il senso dell’olfatto”.
Le emanazioni possono essere costituite da prodotti gassosi di natura inorganica o da composti organici particolarmente volatili.
Il monitoraggio degli odori è oggi un’attività richiesta dalle Autorità competenti nell’ambito dei procedimenti autorizzativi.
SARTEC ha sviluppato una metodologia per la stima, il controllo e l’analisi dell’impatto olfattivo indotto dai processi produttivi secondo le seguenti fasi:
- Speciazione delle emissioni odorigene che prevede:
- Campionamento, effettuato sulla base dei diversi cicli produttivi (tipologia di materiali processati e qualità delle emissioni reali o presumibili);
- Analisi chimica, che permette di identificare e quantificare i composti chimici che costituiscono la miscela odorigena;
- Caratterizzazione dei parametri dell’emissione odorigena, sulla base della composizione della miscela odorigena, la quantificazione dell’impatto odorigeno indotto dall’emissione è valutato mediante la correlazione degli odor threshold (OT) di ciascun composto e o odour units (OU/m3) emesse;
- Valutazione dell’impatto olfattivo delle emissioni odorigene sul territorio tramite il software CALMET-CALPUFF. Tale modello di dispersione atmosferica permette di simulare sul dominio in studio la concentrazione in aria degli inquinanti emessi dalle possibili sorgenti (puntuali, lineari, areali e volumetriche). CALPUFF è il preferred model adottato ufficialmente dall’US EPA per la stima del trasporto a lungo raggio di molecole in atmosfera ed in particolare per la modellazione della dispersione degli odori.
Monitoraggio delle emissioni fuggitive
SARTEC propone un servizio di consulenza sul problema della identificazione, misura e controllo delle emissioni fuggitive di composti organici volatili provenienti da perdite dei componenti di processo degli impianti.
Rispetto ai tradizionali metodi basati su procedure statistiche o su “sniffing”, SARTEC applica un nuovo approccio definito “Smart LDAR”. Si tratta di una metodica conforme alle best practice previste dalla Direttiva IPPC e al Protocollo LDAR (Leak Detection and Repair) dell’EPA che prevede la rilevazione delle perdite di composti organici volatili mediante un’indagine visiva dei componenti di processo degli impianti di produzione con una telecamera ad infrarossi ad ottica variabile equipaggiata con un filtro con banda passante nella regione dello spettro elettromagnetico dell’infrarosso medio (3-5 µm) e la quantificazione delle perdite mediante un PID o un FID.
L’intera procedura è supportata da un sistema informativo che gestisce un database popolato con tutti i dati relativi alle sorgenti emissive potenziali dell’impianto che si decide di sottoporre a monitoraggio.
Il sistema informativo permette sia di pianificare l’indagine in campo con la telecamera a infrarossi, grazie alle informazioni presenti in esso in avvio del programma di monitoraggi e ricavate dai soli documenti tecnici di processo, sia di automatizzare operazioni quali la stima delle emissioni fuggitive, l’analisi statistica dei dati raccolti e l’emissione del programma di manutenzione e del programma di controllo della affidabilità della manutenzione.
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